Sottobicchieri: la soluzione dell’enigma

Se siete afficionados delle partite da vedere rigorosamente al pub con gli amici, avrete probabilmente notato degli strani sottobicchieri a forma di pallone da calcio. Ce li abbiamo messi noi per scovarvi, sfidarvi e scoprire se siete meritevoli di partecipare al nostro Festival. Lo sarete sicuramente. Ecco quindi l’enigma qui sotto. Che lavorano facevano questi …

L’Evento di lancio. Inizia il countdown !

Venerdì 13 Aprile alle 19 vi aspettiamo al JoY in via Valvassori Peroni 56 per la presentazione ufficiale del nostro OFFSIDE Festival! Una serata per vedere in anteprima i trailer dei film in programma, raccontare il Festival, sostenere il Festival e… scoprire dagli speaker come sarà questo evento e cosa ci aspetta… e ovviamente per …

E’ il momento giusto: sostieni OFFSIDE!

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Chinaglia l’americano

Le radio passano gli Abba e i cinema proiettano Taxi Driver quando a New York sbarca “Long John” Chinaglia

di Marco Colombo

 

È il dicembre del 1975 e a nemmeno due anni di distanza dal primo, storico scudetto la S.S. Lazio conosce i primi affanni di un periodo difficile, appena addolcito dall’inatteso rientro in panchina di Tommaso Maestrelli, quel padre silenzioso che solo pochi mesi aveva perso di vista i suoi ragazzacci per colpa di una diagnosi bastarda: “Cancro al fegato, in stadio avanzato”.

 

Nonostante il ritorno del tecnico toscano, infatti, i biancocelesti faticano comunque a risalire e Giorgio Chinaglia – capocannoniere e icona della squadra – sembra ormai fatalmente lontano dalla silhouette del centravanti sfacciato che un paio di anni prima affrontava la Curva Sud degli antagonisti giallorossi, puntando la folla con un dito.

 

 

A ogni trasferta Long John è travolto dai fischi di un pubblico che proprio non riesce a perdonargli il plateale insulto riservato al c.t. Valcareggi durante gli sfortunati Mondiali di Germania ‘74; sua moglie, Connie Eruzione, cugina del Mike di “the Miracle on Ice”, fatica persino a fare la spesa senza subire i commenti poco eleganti dei concittadini romanisti e preferisce quindi tornare nel New Jersey, dove – dopo un insistito braccio di ferro con il presidente laziale Umberto Lenzini – viene raggiunta da Giorgione.

 

È l’aprile del 1976, Maestrelli e i compagni stanno lottando per non retrocedere mentre ad attendere Chinaglia negli States ci sono i New York Cosmos della Perla Nera: Edson Arantes do Nascimento detto Pelé. Già, appena un anno prima il presidente Steve Ross ha offerto un contratto barbaro a O Rei pur di averlo nella Big Apple, arrivando anzi a coinvolgere nelle trattative persino il segretario di stato Henri Kissinger, chiamato a rabbonire gli animi di un governo brasiliano “ostile” al trasferimento in terra straniera del proprio gioiello.

 

 

L’operazione Pelé-Cosmos ha sulla NASL (North America Soccer League) l’impatto di un meteorite nel Cretaceo e palesa le ambizioni di una Lega intenzionata a svestirsi della propria condizione di semi-professionismo per ergersi, finalmente, a pietra angolare dell’entertainment sportivo statunitense.

 

Il portoghese Eusébio, il nord irlandese George Best e l’olandese Johan Cruijff: il soccer negli Stati Uniti è un enorme jet set e i New York Cosmos – abbreviazione di Cosmopolitan – ne incarnano la porzione più glitterata, un fenomeno pop capace di ammassare talento sia in campo che sugli spalti. E se a indossare le casacche biancoverdi ci pensano il Kaiser Franz Beckenbauer, il terzino brasiliano Carlos Alberto e Werner Roth – il capitano Baumann di Fuga per la vittoria (1981) –, a trovare posto fra le gradinate del Giants Stadium sono invece Steven Spielberg e Robert Redford, mentre più di una volta Mick Jagger è scortato fuori dagli spogliatoi in stato di evidente ubriachezza.

 

 

In un contesto simile Chinaglia nuota come uno squalo nell’oceano. Amato e odiato, esagerato tanto nella fisicità quanto nei modi, Giorgio fuma sigari cubani e beve whisky; Sport Illustrated gli dedica la copertina e il presidente Ross proclama il 20 maggio “Giorgio’s Day”. Lo chiamano The Villain, per via di quel suo sgraziato accento gallese – retaggio di una gioventù spesa alla foce del Taff – e perché quando sfida Pelé parla di sé in terza persona, quasi fosse un divo o il cattivo di un film di James Bond.

 

Esatto, affronta O Rei. E lo fa perché – a differenza del brasiliano e delle altre star della NASL – il Bisonte di Carrara non ha scelto le praterie nordamericane come ultimo pascolo della propria carriera, giungendovi anzi a soli ventinove anni, nel pieno della maturità calcistica. Indossando la maglia numero nove e nascondendosi dietro lo sguardo innocente di un bimbo intrappolato nel corpo di un gigante, Giorgione azzanna le difese avversarie con una foga del tutto inedita per il soccer d’Oltreoceano.

 

 

Centottantasei centimetri per ottanta chili di peso, Chinaglia ha un girovita sottile e spalle enormi, leggermente ingobbite, tra cui è incassato un testone che ne rende frenetico l’incedere, gettandolo quasi in uno stato di perenne fremito agonistico. Leve lunghe e ben tornite ne agevolano poi la falcata in campo aperto quando, innescato dal mancino balcanico di Vladislav Bogićević – ex regista della Stella Rossa di Belgrado -, travolge i difensori avversari prima di scagliare il pallone in rete.

 

Nonostante la stazza, però, il suo Calcio è tutt’altro che impacciato e il repertorio di soluzioni è pressoché infinito: destro, sinistro, di testa ad anticipare un portiere troppo timido o con un docile lob per beffare in controtempo l’aggressività del diretto marcatore. L’esultanza invece, quasi per contrappasso, resta sempre uguale: salta e corre con le braccia larghe e i pugni chiusi che si alzano vibrando verso il cielo, per poi ricadere e aprirsi nell’abbraccio ai compagni che stringe a sé e bacia; sulle labbra talvolta.

 

Una simile irruenza tende a incidere sugli equilibri di un campionato ancora acerbo e dopo sette anni di avventura a stella e strisce questi sono i numeri collezionati da Long John: 193 gol in 213 gare (marcatore più prolifico nella storia della franchigia), MVP della Lega nel 1981, quattro Soccer Bowl conquistati e altrettanti titoli di Capocannoniere della NASL messi in bacheca oltre a qualche manciata di record.

 

 

È il maggio del 1983 e Giorgio Chinaglia appende le scarpette al chiodo.

Sei anni prima se ne va l’amato Maestrelli – consumato da una diagnosi bastarda – e due anni più tocca alla NASL e i New York Cosmos calare (momentaneamente) il sipario, mentre il ricordo del “Chinaglia centravanti sfacciato” viene distorto dai suoi goffi tentativi manageriali e dalle diatribe legali che lo vedranno spegnersi nel 2012 – a sessantacinque anni – ancora latitante nella sua casa di Naples, in Florida.

In memoria di Gazza: 20 sue follie per celebrarlo

Paul Gascoigne è da tempo l’ombra di sé stesso, perennemente in bilico con l’abisso al culmine di un’esistenza vissuta sempre flirtando con l’autodistruzione. Eppure, o forse proprio per questo, resta un mito, anche perché ha traghettato il calcio britannico in quello che è oggi, facendo in qualche modo da spartiacque tra l’era della First Division …

5 libri da leggere per scoprire la Democracia Corinthiana

La più straordinaria e probabilmente unica forma di autogestione del calcio, strumento per risvegliare un popolo e invitarlo a combattere contro una terribile dittatura. La Democracia Corinthiana è la dimostrazione pratica della potenza  di questo gioco e come tale è stata raccontata dalla letteratura sportiva in tutti i modi e in tutte le forme, partendo spesso e volentieri da colui che quella utopica rivoluzione l’ha ideata e incarnata, vale a dire Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, per molti semplicemente O Doutor, non solo per la sua laurea in medicina.

Su Socrates e la sua Democracia Corinthiana sono stati scritti fiumi di inchiostro anche in Italia, dove il centrocampista brasiliano ha pure giocato, con risultati modesti, a metà Anni Ottanta. La storia la conosciamo a memoria, ma quali sono i libri che hanno saputo raccontare meglio una vicenda che negli ultimi anni è diventata una sorta di piccolo filone letterario?

La libertà è un colpo di tacco. Riccardo Lorenzetti. Armando Curcio Editore.

Quella che state per leggere è una di quelle storie che non ha i requisiti richiesti per essere una storia di calcio… Imparerete ad affezionarvi ad ogni personaggio come in un film che vi strattona prima e vi commuove poi”. Sono queste le parole di Federico Buffa nella prefazione del libro di Lorenzetti, delizioso romanzo che racconta gli anni della dittatura di Figueiredo e di quel leggendario Corinthians tramite gli occhi della redazione del Cardellino, giornale di “cultura sindacale” animato da piccoli Don Chisciotte che si battono per un Brasile libero e che ben presto diventano la voce di Socrates, Waldir, Casagrande e di tutta la Democracia. Una storia che ti trascina presto in un vortice di emozioni, lasciandoti in bocca un gusto agrodolce.

Un giorno triste così felice. Lorenzo Iervolino. 66thand2nd

A metà strada invenzione letteraria e reportage narrativo, l’opera di Iervolino è probabilmente quanto di più completo si possa trovare in Italia sulla vita di Socrates e sulla parabola della Democracia Corinthiana. Una storia divisa in tre atti: Era presocratica, Era socratica ed Era postsocratica, l’esistenza del Doutor è vivisezionata e narrata in tutte le sue sfaccettature, al termine di un certosino lavoro di ricerca sul campo.

Democracia Futebol Clube. Francesco Villari e Marco Di Grazia. Alter Ego Edizioni

I personaggi sono di pura fantasia, i riferimenti sono facilmente riconducibili a vicende realmente accadute o quanto meno a un’epoca e a un epica piuttosto nota. Villari e Di Grazia raccontano la favola di Sapo, centravanti che gioca scalzo nell’Amizade, del suo scopritore Sghembri e di una squadra “contro” che decide di combattere la dittatura con le mani sporche del sangue di migliaia di desaparecidos. Una storia che ti commuove e che ha il sapore del thriller, da leggere con il fiato sospeso fino alla fine.

Socrates: l’irregolare del pallone. Pippo Russo. Edizioni Clichy.

L’autore non ha bisogno di presentazioni, visto che nel corso degli anni ha saputo raccontarci le storture del giornalismo sportivo, le magagne dei padroni del pallone e pure la storia di Nedo Ludi, stopper ribelle protagonista del più bel romanzo calcistico mai scritto in Italia. Qui però Pippo Russo si concentra su Socrates, ma soprattutto sulla sua idea politica. Se pensate di trovarvi dinnanzi a una semplice biografia rimarrete delusi: non troverete il racconto di vittorie o gesti tecnici, ma il ritratto del “calciatore più colto e intelligente di tutti i tempi”.

Compagni di stadio. Solange Cavalcante. Fandango Libri

“Questa non è solo una storia di calcio. Questa è la storia di una rivoluzione” recita la quarta di copertina del libro di Solange Cavalcante, giornalista italo-brasiliana nonché tifosa del Timão. Un saggio che parte da lontano, spiegando la situazione politica e sociale del Brasile e del calcio brasiliano, e che si accende presto raccontando tutti i volti di quella squadra che sfidò il regime. Un ritratto unico e romantico “dell’ingenua Comune, repubblica democratica o incredibile soviet calcistico, che fiorì e prosperò in Brasile nello Sport Club Corinthians Paulista”. Perché, come narra l’autrice “Tra il 1982 e il 1985 il destino riunì nello stesso popolarissimo club di calcio di San Paolo un dirigente sociologo, un terzino sindacalista, un centravanti ribelle e un attaccante dal nome di filosofo, laureato in medicina. Attorno a loro, in quell’avventura, si radunarono in tanti: compagni di lotta, di vita e di stadio.”

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OFFSide Festival nasce dal basso. Cresce come festival cinematografico indipendente e autofinanziato. Questo Festival è di chi ci crede. Di chi si sente parte di questa storia. Di chi ha ha dato tutto al calcio. Portare questo Festival per la prima volta in Italia e fare qualcosa di grande è possibile solo con l’aiuto di …