Off The Post #24: dieci articoli che potresti non avere letto nell’ultima settimana

Quali sono i dieci articoli calcistici da non perdere dell’ultima settimana? Questa volta abbiamo scelto eroi sconosciuti e grandi protagonisti visti sotto una prospettiva insolita, si parla anche di razzismo e di regimi. Buona lettura!

Dodici anni fa se ne andava Nils Liedholm, uomo e allenatore d’altri tempi. In occasione del suo compleanno, Paolo Valenti lo ricorda sul Corriere dello Sport con un’intervista “impossibile”.

Sempre più attuale il problema del razzismo nel calcio italiano. Ad analizzare la preoccupante situazione è Pippo Russo su Lettera 43.

Un simbolo non solo del calcio inglese, ma anche di un periodo storico. La storia di Alan Shearer è narrata da Lorenzo Solombrino su Rivista Contrasti.

Non è inusuale vedere il calcio usato come strumento di propaganda dai regimi. La Turchia non fa eccezione, come dimostrano i recenti fatti di cronaca e come spiega Davide Ravan su La Notizia Sportiva.

Conoscete la storia di Jimmy Hasty? Eppure è stato uno dei migliori calciatori degli anni Sessanta d’Irlanda, nonostante giocasse con un braccio solo. La sua straordinaria vicenda viene ricordata su ColpodiReni da Emanuele Michela.

Ibrahimovic l’ha spodestato in epoca moderna, ma per anni il re dei bomber della nazionale svedese è stato Sven Rydel. A ripercorrerne la carriera è Giovanni Fasani su Alla Faccia del Calcio.

La Juve di Heriberto Herrera, il Vicenza di Vinicio e il Bologna di Clerici: erano alcune delle protagoniste della Serie A nell’ottobre 1967, quando finì l’esistenza terrena di Ernesto Che Guevara. A parlarne è Tommaso Lupoli su L’Incontrista.

Claudio Marchisio ha dato l’addio al calcio: un giocatore mai banale in campo e fuori. Valerio Moggia su Rivista Undici spiega perché.

Era il 1947 quando il Grande Torino partì alla volta della Catalogna per una tournée davvero particolare. Una storia poco conosciuta, narrata da Federico Baranello su Gli Eroi del Calcio.

Era il 3 ottobre 1985, il giorno in cui Maradona spiegò definitivamente al pubblico italiano cosa voleva dire essere Maradona. Il ricordo di quella magica punizione è affidato a Paolo Marcacci su Io Gioco Pulito.

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