di Bogdan Gorbunov – Championat.com, 24/03/2020

Traduzione di Andrea Passannante

Molti sono sicuri del fatto che, nella finale di Euro ’88, l’olandese abbia avuto soltanto fortuna.

Nel giugno del 1988 fu messo a segno uno dei gol più famosi nella storia del calcio. All’inizio del secondo tempo della finale degli Europei disputati nella Repubblica Federale Tedesca, Marco van Basten colpì al volo il pallone e lo spedì verso la porta dell’Urss, segnando inaspettatamente. 

Ricordiamo il leggendario gol dell’attaccante attraverso le parole dei testimoni oculari. 

All’inizio del secondo tempo di quella finale, la selezione dell’Urss era in leggero svantaggio [0-1 per l’Olanda, N.d.T]. Eppure era ancora in grado di battersi contro la squadra di Rinus Michels, guidata da campioni come Ruud Gullit, Marco van Basten e Frank Rjikaard. I nostri calciatori, esausti dopo la semifinale contro l’Italia, trascorsero molto tempo in attacco e respinsero di tanto in tanto le sortite offensive degli avversari. Tuttavia non riuscirono a contenere van Basten, il cui colpo geniale determinò l’esito della partita. 

Al minuto 54, infatti, Arnold Mühren fece partire un cross verso l’angolo opposto dell’area di rigore. Marco van Basten stava correndo proprio in quella direzione. L’attaccante olandese ebbe tempo a sufficienza per riflettere sulle possibilità di sviluppo dell’azione. Alla fine optò per la più semplice ed ebbe ragione. Colpì al volo da un angolo impossibile. La palla superò il portiere dell’Urss, Rinat Dasaev, e finì in rete. 

Quel gol scioccò letteralmente Rinus Michels. Il selezionatore olandese si coprì il viso per la felicità e per lo stupore, non riuscì in alcun modo a contenere le emozioni. Dopo la fine del torneo, ricordando il gol di van Basten e l’episodio del rigore fallito da Igor’ Belanov, Michels riconobbe che la fortuna aveva aiutato la sua squadra a raggiungere la vittoria. 

«Il gol di van Basten è stato certamente straordinario. Ma bisogna dire che non si può vincere una finale senza una certa dose di fortuna» disse Michels. 

Lo stesso van Basten disse, in seguito, che in quel momento aveva optato per il tiro a causa della stanchezza.

«Ho agito d’istinto. In quel momento ero piuttosto stanco, perciò anziché stoppare la palla e provare a risolvere la situazione con un passaggio verso l’area di rigore, decisi di colpire al volo il pallone con un tocco. Alla fine ha funzionato. Per fortuna la palla è finita in rete» ha ricordato van Basten. 

Anche Rinat Dasaev, protagonista in negativo di quell’episodio, ha associato il gol alla fortuna.

«I gol che hanno segnato… Si sa che la fortuna aiuta i più forti. Cosa ci puoi fare. In quel momento la fortuna ha deciso di sorridere agli avversari. Mi ricordano sempre quella data [25 giugno 1988, N.d.A]. E tutte le volte dico: van Basten ha segnato, Dasaev ha subìto gol. Se ci riprovasse altre cento volte, non segnerebbe mai» ha affermato il portiere.

In seguito, Dasaev ha riconosciuto di aver sbagliato nella scelta della posizione. Il gol arrivò in maniera inaspettata per lui. 

Il portiere non si è limitato a ricordare il proprio errore, ma ha sottolineato anche quello dei suoi difensori. Secondo Dasaev, lui ha mantenuto una posizione scorretta tra i pali e il marcatore di van Basten ha voltato le spalle all’azione mentre l’attaccante olandese caricava il tiro, commettendo un’ingenuità. 

«In quella situazione, probabilmente, il gol poteva essere evitato. È successo tutto troppo in fretta, letteralmente in una frazione di secondo. Io saltai e allungai la mano, ma la palla mi passò sopra e non fu possibile raggiungerla. A un certo punto pensai che sarebbe uscita… Sì, se avessi tenuto una posizione più distante dal primo palo e mi fossi avvicinato di un metro al centro della porta, avrei sicuramente potuto fare qualcosa di più. Io mi aspettavo un assist, non un tiro. Di fronte a van Basten si trovava uno dei nostri, se non sbaglio Vasilij Rats. Quando l’olandese stava per tirare, Rats si voltò. Se non lo avesse fatto, la palla gli sarebbe carambolata addosso e non avremmo subìto gol» ha ricordato Dasaev.

Inoltre, Dasaev ha commesso un altro errore. Ha raccontato di aver analizzato il gol di van Basten dopo la partita, insieme con l’allenatore della selezione sovietica Valerij Lobanovskij. Insieme sono giunti alla conclusione che il portiere abbia saltato troppo presto. Quando la palla si trovava nel punto più alto, Dasaev stava già atterrando sul terreno di gioco. Fino all’ultimo, il portiere aveva pensato di poter affondare il colpo per parare il tiro. Eppure, per suo stupore, la palla era finita lo stesso in porta. 

«Questo errore è servito da lezione e oggi insegno ai giovani portieri che non devono mai saltare prima che arrivi un tiro. In quell’occasione, quando mi sono voltato e ho visto la palla in porta, sono rimasto estremamente sorpreso. L’unica cosa positiva è che gli allenatori non mi hanno dato la colpa per quel gol incassato» ha raccontato Dasaev.

Lobanovskij attribuì il gol «al genio di van Basten». Non rimproverò nessuno 

Dopo la partita, Valerij Lobanovskij non criticò il portiere per il gol subìto. Non si mise neanche a cercare i colpevoli tra i difensori. 

«Non rimproverò nessuno! Chi avrebbe dovuto rimproverare? Di solito un gol è la conseguenza di alcuni errori della squadra in fase difensiva. Ma in quel caso non fu così: ci fu un passaggio in area, tutti pensavano che van Basten avrebbe controllato il pallone e l’avrebbe passata a qualcuno. Il nostro giocatore [Rats, N.d.T] lo stava già marcando. Eppure l’olandese, dal nulla, fece partire un tiro che si insaccò nell’angolo opposto, sotto al sette. È andata così. Il gol è frutto del caso. Quando segni a porta vuota, allora è chiaramente frutto di uno schema provato. Ma questo è… un miracolo!» ha detto il centrocampista dell’Urss Gennadij Litovčenko.

Un suo compagno di squadra, il difensore Vagiz Chidijatullin, ha descritto il gol in maniera ancora più eloquente.

«Van Basten aveva realizzato dei gol simili anche all’Ajax. Molti dicono che tutto sia capitato grazie alla fortuna. Ma questo è il suo lavoro, Dio lo ha premiato per essere stato devoto nei confronti del calcio. Van Basten ha sposato in pieno la sua causa ed è stato un vero professionista» ha affermato Chidijatullin.

Lobanovskij, invece, non ha mai parlato pubblicamente del celebre gol dell’olandese. Tuttavia ha ricordato il gol di van Basten e la sconfitta della selezione sovietica nel suo libro Beskonečnyj Matč… [versione inglese: The Endless Game…, N.d.T]. 

«Nel calcio di alto livello si decide tutto in un millesimo di secondo, come ha giustamente osservato l’editorialista di France Football Gérard Ernault. È sufficiente un errore casuale, un tiro sul palo, il genio di van Basten oppure la squalifica di Kuznetsov per decidere una finale. Il punteggio di quella partita può sembrare abbastanza netto e convincente, ma il suo esito è stato appeso a un filo… Jacques Thibert, collega di Ernault, ha fatto notare che «la selezione sovietica non sembrava inconsistente durante la partita dell’Olympiastadion di Monaco di Baviera [lì si disputò la finale del Campionato europeo, N.d.T].  Al contrario, contribuì a dare vita a un magnifico spettacolo, superando gli olandesi in molte fasi della partita. L’Urss dovette soccombere solo a causa di una maledizione che si era abbattuta quel giorno su Belanov…» ha scritto Lobanovskij nel suo libro.  

Un calciatore del Metalist ha segnato un gol simile in Europa League. Van Basten lo ha definito addirittura migliore del suo

Anni dopo, l’ispirazione che guidò van Basten a compiere quel gesto ha illuminato anche altri calciatori. Gol simili a quello di van Basten sono stati messi a segno da William Defoe, attaccante scozzese dell’Hamilton, George Oakley e l’attaccante del Rostov Aleksandr Dolgov, che militava allora nelle giovanili della Lokomotiv Mosca. 

Una menzione speciale la merita il gol segnato nel 2012 da Taison del Metalist [oggi allo Sport Club Internacional in Brasile, N.d.T] contro il Rosenborg in Europa League. Perfino van Basten ha riconosciuto che il brasiliano è riuscito a centrare la porta avversaria con ancora più eleganza.

«In realtà devo dire che questo gol è più bello del mio. [Taison, N.d.T] si è coordinato meglio con il corpo e ha impattato con l’esterno destro del piede, mentre io ho colpito direttamente di collo. Il modo in cui è riuscito a colpire il pallone e a segnare è meraviglioso» ha ribadito con modestia l’olandese. 

Nella sua brillante carriera, van Basten ha segnato altri 290 gol. Quello segnato contro l’Urss è diventato leggendario. Nel 2014 è stato inserito tra i dieci gol più belli segnati nelle competizioni organizzate dalla Uefa. Oltre alla rete di van Basten ci sono i gol di Zidane, Bressan, Costa, Crouch, Ronaldo, Stankovic, Falcao, Umtiti e Ibrahimović.

(Per la traslitterazione dei nomi propri dall’alfabeto cirillico è stato adottato il sistema scientifico. Si ringraziano l’autore e la testata Championat.com per la cortesia e la disponibilità)

Le cose belle si fanno sempre un po’ attendere … Come un gol al novantesimo

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